Om Mani Padme Hum
Om Mani Padme Hum
Metà di una meta
venerdì 26 agosto 2011
Inizi mesi prima a corteggiare il paese che hai scelto come prossima meta e ce la metti proprio tutta perchè ci stia: ti fai bella ai suoi occhi, studi le usanze, la sua storia e la sua geografia. Compri la prima guida e la divori, poi passi alla seconda e inizi a fissare i confini del tuo viaggiare. Il tavolo del tuo studio, come tutte le volte prima di partire, si trasforma nella sede del National Geographic: cartina sempre aperta, matita e compasso per tracciare la rotta e l’immancabile moleskine per prendere appunti.. il notebook sempre sincronizzato.
Senti che ce la puoi fare a conquistarlo, il tuo nuovo amore, è quasi fatta. Per sentirti più vicina a lui ti ad aggiri per social network e stringi amicizia con i suoi abitanti, entri nei suoi locali, senti e suoni la musica e ridi anche tu alle riunioni di famiglia, alle feste di laurea e di paese. Le stai provando tutte…
Ma in amore e in viaggio ogni arma è lecita.
Per farvela breve, mi è successo un’altra volta.. dopo aver giurato amore eterno alla Patagonia, sposato il Cile e in seconde nozze le Ande Peruviane, divorziato dal centro america dopo anni di travagliata storia, dopo un po’ di scappatelle con il Brasile (provate un po’ voi a resistere a Fernando de Noronha, Rio, Jeri e via dicendo) e poi, ma sì, ve lo dico, anche con qualche bellezza del Sud Est Asiatico…bene.. ci sono ricascata.
Sono cotta dell’Islanda.
La notte mi addormento pensando ai suoi passaggi e ogni volta che negli slide show turistici compare la foto di una bambina rossa, un grande classico per lo spot ‘bambina felice con cucciolo di agnello’ mi dico: ‘ok, non ci sono dubbi, sono una di loro’, la metamorfosi è ormai cominciata.
E così, complice la nostalgia dei ghiacci e dei vulcani, del vento e dei Geyser, insieme al desiderio di ritrovare le proprie origini (nessuno me lo toglie dalla testa che fui vichinga in qualche vita passata..) e un po’ di giorni di ferie in agosto ho comprato il biglietto per Reykjavik.
Non se ne vogliano le mie passate storie, amori avventure, che mai dimenticherò, ma adesso devo dedicarmi anima cuore e bagagli al mio nuovo amore..
A questo punto è chiaro come il mio cuore sia completamente andato: i pochi neuroni rimasti mi aiuteranno a riepilogarvin i motivi della mia cotta.
1. è dal 1988, anno del mio primo inter rail, che ce l’ho lì .. In sospeso..
2. Dato il mio amore per la statistica, in Islanda Pro Capite è diventato il suffisso rappresentativo di un vero successo nazionale, il piedistallo su cui si regge una nazione di soli 320.000 abitanti. Qualche esempio?Gli islandesi sono i più alfabetzzati dell’intero pianeta (99,9%), producono la maggior quantità di film -pro capite s’intende!- dieci volte più degli USA, mangiano la maggior quantità di pesce pro capite al mondo e last but not least.. hanno il maggior numero di vincitori del premio Nobel , cioè 1. sono tra le popolazioni più sane della terra con un’aspettativa di vita di 83 anni per le donne e 79,5 per gli uomini e nei sondaggi sulla felicità (di cui non vi garantisco l’attendibilità ma l’esistenza) sono tra i più felici al mondo.
3. In Islanda tutte le montagne sono considerate donne. La ‘fialkonan’ è la mitologica dama delle montagne il cui spirito forte e indipendente simboleggia la nazione. Ha lunghi capelli biondi ondulati e una corona di ghiaccio da cui partono fiamme impetuose. Sulla spalla siede un corvo, in una mano ha una lunga spada e nell’altra un pentagramma runico. Il mio avatar, non c’è dubbio. Quindi, ricordatevi che Hvannadalshnjukur , 2110 mt, è LA montagna più alta dell’Islanda, e non certo IL monte più alto. Non mi fate iinnervosire la fialkonan, che credete che siano tutti quei repentini cambiamenti di clima, le esplosioni vulcaniche e tutto il resto??!
4. Acqua, Aria, Terra e Fuoco, mai come laggiù la sovranità della natura (ricordate il Dialogo della natura e di un islandese del Leopardi?) è pronta a ricordarci come l’uomo sia ospite su questo pianeta, e che non sia il solo ospite a vantarne i diritti. E passo dritta al punto 5
5. il popolo nascosto. pare che creature soprannaturali popolino tutto il paese, troll, fate ed elfi. fate attenzione a non turbarli e non invadetene le proprietà : tutto filerà liscio. Qui, tra creature misteriose, si respira ancora un forte passato pagano : (la religione fu dichiarata illegale nel 1000 d.c. con il cavillo che la fedepotesse essere praticata privatamente.. e secondo me al valhalla ci credono in tanti) Thor, Odino, Baldur, Freyja.. la terra di mezzo Midgardur e Hel, l’inferno che sta sotto e cui si accede dalla bocca dell’impetuoso vulcano Hekla (ancora attivo). Per cronaca, all’inferno dei vichinghi si crepa dal fretto, atro che bolgia dantesca.
Insomma , La natura islandese sfida anche le menti più pratiche a prendere in considerazione il soprannaturale. Che ne dite dell’aurora boreale?
6. la musica. Fa parte degli islandesi e la loro musica fa parte di me. Sigur Ros e Bjork (pronuncia esatta biurk) hanno disegnato tanti miei sogni e le loro melodie aprono porte e confini che ti traghettano in un altra dimensione, quella dove ‘tu non puoi passare’ (frenate il desiderio di chiamare il 118 e farmi portare via, come si dice a Genova “verrete nel mio carruggio”)
7. i nomi islandesi sono tra i più romantici mai sentiti. Come si fa a non innamorarsi di un popolo che chiama i propri figli ‘Jokull’ (ghiacciaio) Soley (sole) Hlynur (acero) o ancora ‘mantello di thor’ ‘casa degli dei’. gli islandesi , eccezioni non autoctone a parte, non hanno cognomi, ma dai vichinghi hanno ereditato il patronimico= nome del padre + suffisso -son per il figlio o -dottir per la figlia. Semplice ed essenziale ‘Thor figlio di Odino’, quadra tutto ora.. Anche la mitica Bjork, i fan lo sapranno, è al secolo ‘Bjork Gudmundsdottir’. Che se andate a vedere è anche funzionale, una volta imparato nome e cognome della fidanzata automaticamente non potete sbagliare il nome del suocero.
8. lingua. l’islandese mi intimidisce, per le sue lunghissime parole composte, i suoni che si attorcigliano e la grammatica impossibile. Il suono dell’islandese è parte del suo fascino, che in alcuni tratti la accomuna ai suoni dell’antico inglese. E non capire nulla, sembra essere ogni tanto un’ottima soluzione
9. Capelli rossi: appartendendo ad una minoranza etnica discriminata , anni di “pel di carota” “testa al sugo” “pippi calzelunghe” mi hanno fatto maturare una spiccata simpatia per le mie consimili. E in Islanda, il ceppo celtico ha lasciato il segno, la razza bionda è dominante, ma anche noi ci siamo.
10. Il signore degli anelli, per chiudere il cerchio. J.R.R. Tolkien scrisse la sua tesi sull’islandese antico e il vivace folklore dell’Islanda ebbe molta influenza sui tre volumi de Il Signore degli Anelli. E io per Gandalf sarei disposta a tutto, lo sapete.
Svelati parte dei motivi che mi hanno fatto innamorare di questo Paese – proprio tutto non vi posso dire – passiamo a dare qualche indizio dell’itinerario progettato in questi giorni. Che poi vi racconterò nei dettagli al rientro, quando scoprirete che qualche tappa è stata saltata a favore di nuove scoperte o cambi di programma.
Chi mi conosce lo sa: zaino e libertà sono la mia seconda pelle. ‘Liberandia è dentro di noi’ e io nacqui cittadina del mondo.
Dopo aver letto queste prime pagine chi non mi conosce si sarà fatto una idea di me.. rossa, passioanaria e irrazionale, crede nel soprannaturale e venera le forze della natura. Sente musica strana.. dice che è cittadina del mondo, che è nata a Liberandia, viaggia con lo zaino in spalla.. mah (chissà se si lava quando va in giro..)
Analisi incompleta, se non vi mostro anche la mia parte razionale e il mio passatempo preferito: organizzare il prossimo viaggio.
Il primo passo per me è sempre l’acquisto del biglietto aereo.
Dopo un po’ di ricerche sui Kayak, Tui e Expedia , che utilizzo per verificare le compagnie e l’operativo dei voli, mi butto sul sito della compagnia prescelta – Iceland air – mettendo in atto la solita tecnica zen “siediti clicca e riclicca sinchè non esce la tariffa migliore”: missione compiuta, dopo un po’ di tentativi e combinazioni di date è uscito il jackpot. Biglietto comprato, ticket elettronico archiviato, posti a sedere scelti per il viaggio di andata e ritorno.
Partenza 3 agosto, 23.40 Milano Malpensa e arrivo alle 2.00 minuto più minuto meno all’aeroporto di Keflavik dove ci aspetta una confortevole notte all’Hotel Keflavik, prenotato su booking.com a 84€, breakfast e private bathroom included.
Passo 2
Affitto auto. Le offerte sono tantissime e inizia la caccia all’offerta. Impossibile, in Islanda in agosto tutto è al top. Ma la scelta ricade su Keflavik airport car rental, impresa locale che ha buone referenze e pare buone auto. Mi autosuggerisco di fare la SCWD + Gravel insurance, che per 10euro in più al giorno ti riduce del 70% la franchigia in caso di danni e ti copre rottura di cristalli e botte da massi rotanti.. Che pare non sia proprio un’ipotesi remota in una terra dove all’improvviso ti compare uno sterrato o ti esplode un vulcano!
Il simpatico signor Jhonson si offre di consegnare l’auto all’aeroporto anche se l’arrivo è previsto alle prime ore del mattino. Vedremo se c’è o se ci fa.. Tutto prenotato via mail sulla fiducia.. Boh (in Italia è parecchio che non siamo più abituati alle cose fatte sulla fiducia..)
Bene, il mattino successivo si parte per la prima tappa, Skogar, dove dormiremo alla Edinborg Guesthouse due notti, con l’idea di fare un bel trekking sino a Thorsmork, tanto per esplorare il Landmannalaugar, un trekking di 5 giorni che ci teniamo per il prossimo viaggio.
Poi, seconda tappa, Gerdi v/Hala, zona Skaftafell, amche qui con l’idea di fare un trekking nel parco e una scivolata tra gli iceberg di Jokulsarlon. Tanto per sentirsi una bond girl. Due notti e via, verso l’isola di Papey dormendo in zona fiordi dell’est, da esplorare il giorno succesivo dormendo a Egilsstadir. Sconsigliata da amici la notte romantica sui fiordi, le cui nebbie avvolgenti e frequenti potrebbero farti scordare la poesia a favore di un bell’articolo in prima pagina su icenews.
E siamo arrivati al 10, dove ci aspetta l’accogliente Elda Guesthouse (che dalle foto pare una ex base militare russa), per fare il giorno successivo il tour verso il cratere Askja, zona talment simile alla superficie lunare da essere scelta per le prove di allunaggio e altro in vista del primo sbarco sulla luna (suona un po’ di leggenda metropolitana, ma mi piace).Escursione con Myvatntour, partenza alle 8.00 davanti al tour operator di Reykjahlid.
Il 12 inizia la seconda parte del viaggio, quella free dove si andrà dove ci guideranno gli elfi e dove troveremo un giaciglio… Akurery e dintorni, un salto oltre il circolo polare artico a respirare l’isolamento dell’isola di Grimsey.. Poi fiordi dell’ovest e ancora avanti, destino Reykjavik, dove conto di festeggiare il mio 43mo compleanno imbucandomi in qualche festa locale. Passando chiaramente per la penisola di Snaefellsnes, celebrata dal romanzo “Viaggio al centro della terra” di Jules Vernes, esprimere 3 desideri a Helgafell e godersi l’atmosfera nordica di Stykkisholmur..
Ultimi due giorni per vedere ls capitale, fare il giro del circolo d’oro, vedere il blasonato Geysir, Gulfoss,tingvellir e dntorni e poi concedersi una ultima giornata riposante nelle acque della Blue Lagoon.
Partenza il 21 all’una del mattino, rientro e…
Pronti per il prossimo viaggio!!
Cecilia di Liberandia
Ogni viaggio è come un nuovo amore: lo immagini, lo pensi lo sogni e lo vivi prima ancora che arrivi.
Così è il viaggiare.